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Muovendosi in punta di piedi nella collezione Alfonso Tafuri, Narda Zapata (La Paz, 1981) disegna un percorso alla ricerca di opere realizzate appositamente per lo spazio e legate ad alcuni prestigiosi manufatti che richiamano alla memoria la forza e la fragilità di un materiale sorprendente, capace di attraversare il tempo e di conservare, anche se in alcuni casi maltrattato, il suo lucido splendore. Pensati per i due piani del museo, degli interventi audio invitano a riflettere, infatti, sulla delicatezza e sulla robustezza della terracotta: si tratta, nello specifico di in lavoro collocato al piano inferiore del museo, La voce della ceramica (2023) in cui si sente – appena aperto il forno – lo scricchiolio della ceramica e di un altro, Le grida della ceramica (2023), in cui il pubblico può avvertire il rumore di piatti che cadono e si frantumano.
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