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In questo ciclo di lavori l’artista ci pone di fronte a un doppio recupero, della memoria e della materia, per elaborare un discorso su un luogo ormai del tutto in collasso. Vissuta infatti per cinque anni a Caracas, la città più pericolosa al mondo, Narda Zapata ha scattato delle foto dal suo taxi di (ducia a una serie di cartelloni pubblicitari che vent’anni prima mostravano il sogno felice di un luogo vivace e ricco, ma oggi del tutto in degrado per creare una sorta di archivio della memoria. In un secondo momento queste foto sono state riprese dall’artista per avviare un percorso legato alla lentezza della pittura, della mano che pensa (che si dipana, che si articola) sulla super(cie e che riscatta una materia ruvida – il cartone, quello stesso cartone utilizzato per impacchettare tutta la sua vita (Zapata si è trasferita a Berna, in Europa) – con lo scopo di darle nuova dignità, nuova carica semantica, nuovo valore.

Img. Caracas (#1), 2019 tecnica mista su cartone su legno, 216x144cm.
Collezione Privata, Ginevra.

Narda Zapata, Img. Caracas (#3), 2019
tecnica mista su cartone, 60x80cm.
Courtesy Kyro Art Gallery (Pietrasanta).

Narda Zapata, Img. Caracas (#4), 2019
tecnica mista su cartone, 60x80cm.
Courtesy Kyro Art Gallery (Pietrasanta).
Img. Caracas (#2), 2021, tecnica mista su cartone su legno, 110x353cm.

Banco Central de Caracas (#1), 2021, tecnica mista su carta pubblicitaria, 33x48cm.

Banco Central de Caracas (#2), 2021, tecnica mista su carta pubblicitaria, 33x48cm.

Banco Central de Caracas (#3), 2021, tecnica mista su carta pubblicitaria, 33x48cm.

Banco Central de Caracas (#4), 2021, tecnica mista su carta pubblicitaria, 33x48cm.

Banco Central de Caracas (#5), 2021, tecnica mista su carta pubblicitaria, 33x48cm.
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